Arte

Mostra di pittura "Paesaggi fantastici" - Palazzo Mancini - Cattolica (RN)
Settembre 2008

Con la nuova personale "Pesaggi fantastici", Max Prat intende fondere, o almeno far convivere, pittura astratta e pittura figurativa. Paesaggi boschivi, collinari e marini in stile prossimo al naif hanno quasi sempre sfondi fantastici. L'irrealtà si coniuga con la costante ricerca di nuovi mezzi espressivi e con l'impiego di materiali particolari quali clle, resine, reti, tappi, cemento, ecc...
Ciò che l'artista cerca di rappresentare sono degli stati emozionali, dove la digura è solo un pretesto per dare vita ad un gioco di colori, di contrasti, di linee. Il tratto pittorico ritrova l'innocenza dell'infanzia, il segno appare semplice, il tema ricorrente è ingenuo. Sulla base asptratta sono disseminati elementi favolistici e simbolici: case come meta e rifugio, cancelli e siepi a nascondere o a sbarrare il passo, sentieri serpeggianti come percorsi di vita, faticosi e sofferti. E poi alberi solitari o in processione, severi guardiani o, forse, anelli di congiunzione fra la terra e il cielo.
Il paesaggio è rielaborato da un fantasia priva di condizionamenti e sovrastrutture, quasi di getto. Nella spontaneità del gesto pittorico ogni ansia si stempera e si dissolve. Rimane lo slancio creativo che conserva l'innocente stupore della scoperta, un punto certo da cui partire e verso cui tendere di nuovo, quasi in un percorso circolare.
Max Prat non titola le sue opere perchè poreferisce concedere, a chi le osserva, una lettura assolutamente libera e personale, un'emozione unica.

Ivana Magini Barbero

  
Visita il sito web di Max Prat: www.maxprat.com

 

 

Mostra di pittura "Ricerche parallele" - Palazzo Mancini - Cattolica (RN)
Dicembre 2007


Massimo Pratelli, dopo una prima esperienza scolastica presso l’Istituto d’Arte “Mengaroni” di Pesaro, tenta a lungo di contenere e soffocare dentro di sé l’amore per la pittura ma, nonostante il diverso indirizzo dato nel frattempo alla sua vita, a distanza di quindici anni sente forte  l’esigenza di ricominciare a dipingere. Inizia, quindi, a sperimentare varie forme tecniche pittoriche in grado di esprimere appieno il suo talento creativo. Dapprima mettendosi alla prova con piccoli quadri astratti alternati ad altri figurativi in stile prossimo al naïf, comincia a prendere coscienza di ciò che la sua mente e la sua fantasia sono in grado di concepire, quindi, di creare. Progressivamente, acquisendo maggiore conoscenza del suo universo interiore e degli strumenti per raccontarlo in immagini, lavora su tele più grandi cimentandosi con materiali particolari, quali cemento, colle, tappi,  carta, stucco ed altro. Le opere della sua produzione sono molto diverse tra loro e risultano, per questo, espressioni di generi diversi. Infatti si passa dall’astratto-geometrico (influenzato forse da Mondrian, sicuramente da un amico designer di caschi per piloti del Motomondiale), all’astratto in senso più stretto, fino ad arrivare al paesaggistico marino e campestre. Qui, barche e sentieri boschivi sono una rielaborazione felice e personalissima dell’autore. Dunque percorsi diversi solo in apparenza contraddittori che mettono a nudo una grandissima sensibilità artistica nonché umana che non cerca di nascondere incertezze e paure, quelle comuni ad ogni uomo. Il pudore delle prime opere lascia il posto ad un tratto più nitido e maturo, intanto che il cuore si apre ed impara a comunicare stati d’animo e sentimenti profondi. Non mancano nell’artista, l’impulso ed il desiderio di liberarsi dai limiti delle convenzioni e, allora, niente firma visibile (che viene posta a retro) e via le etichette. Infatti i dipinti sono quasi tutti senza titolo perché sentito come limitativo nel processo di proiezione intima ed individuale che l’osservatore ha inevitabilmente davanti ad un’immagine, un po’ come avviene con le macchie psicodiagnostiche di Rorschach. 

Ivana Magini Barbero

                 


Visita il sito web di Max Prat: www.maxprat.com  



 

 

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